Le miodesopsie, comunemente conosciute come mosche volanti, si manifestano come puntini, filamenti o piccole ragnatele mobili nel campo visivo.
Nella maggior parte dei casi non sono patologiche e non rappresentano un pericolo. In alcune situazioni, però, possono comparire insieme a sintomi che richiedono particolare attenzione e una valutazione oculistica tempestiva.
Per l’ottico optometrista è quindi importante conoscere le caratteristiche delle comuni miodesopsie e saper riconoscere i principali segnali di allarme.
Cosa sono le miodesopsie
Le mosche volanti sono il corrispettivo visivo di addensamenti del gel vitreale presenti all’interno dell’occhio e proiettati sulla retina.
Sono generalmente più visibili quando si osservano superfici chiare e luminose, come una parete bianca o il cielo azzurro, e tendono ad allontanarsi quando si prova a fissarle direttamente.
Nelle comuni miodesopsie l’acuità visiva e il campo visivo non risultano compromessi.
Perché compaiono le mosche volanti
Le miodesopsie sono spesso legate ai normali processi di invecchiamento fisiologico e sono quindi più frequenti dopo i 50 anni.
Con il passare del tempo il vitreo tende infatti a liquefarsi e a contrarsi, favorendo la formazione di piccoli agglomerati di collagene percepiti come opacità nel campo visivo.
Possono comparire anche in soggetti più giovani, soprattutto in presenza di miopia assiale elevata, oppure, in alcuni casi, in seguito a traumi cranici o oculari.
Grazie all’adattamento neurale, con il tempo il cervello può inoltre imparare a ignorare queste immagini, rendendole progressivamente meno percepibili.
I segnali di allarme da riconoscere
Esistono alcuni sintomi che richiedono una visita oculistica urgente comprensiva di esame del fondo oculare in midriasi.
In particolare, è necessario prestare attenzione a:
- un aumento improvviso, marcato e persistente delle miodesopsie;
- la comparsa di lampi luminosi, chiamati fosfeni;
- un calo visivo, anche sotto forma di macchie fisse nel campo visivo centrale o periferico.
Questi sintomi possono infatti essere associati a condizioni oculari che richiedono una valutazione specialistica.
Quali condizioni possono essere associate
Distacco posteriore di vitreo
Il distacco posteriore di vitreo è la causa più frequente tra le condizioni associate ai segnali di allarme.
Si verifica generalmente con l’avanzare dell’età e, nel 5-25% dei casi, può precedere una rottura retinica periferica e, più raramente, un distacco di retina.
Rottura retinica e distacco di retina
La rottura retinica periferica è spesso provocata da una trazione vitreale e può manifestarsi con fosfeni improvvisi e persistenti nel campo visivo periferico.
In alcuni casi può evolvere verso un distacco di retina regmatogeno, condizione nella quale la persona può percepire una sorta di tenda scura nel campo visivo periferico, accompagnata da un possibile calo dell’acuità visiva.
La diagnosi precoce è fondamentale per consentire allo specialista di intervenire con il trattamento più appropriato.
Il ruolo dell’ottico optometrista
Nella maggior parte dei casi le mosche volanti rappresentano un fenomeno stabile e non patologico. È però fondamentale che l’ottico optometrista conosca e sappia ribadire i sintomi che richiedono una particolare attenzione.
Un aumento improvviso delle miodesopsie, la comparsa di fosfeni o un calo visivo devono quindi essere considerati segnali da non sottovalutare e richiedono una valutazione oculistica tempestiva.
Saper riconoscere questi segnali permette di orientare correttamente la persona verso il medico oculista quando necessario.





