Intervista a Ilaria La Mura – docente del percorso di Alta Formazione in vista della partenza del 9 febbraio.
Il modulo Gestione e Organizzazione si è appena concluso con risultati che sembrano essere a dir poco incoraggianti. Da dove siete partiti per costruire questo percorso?
È vero, le aspettative sono state superate di molto, sia per noi che per chi ha seguito il modulo. Siamo partiti da un elemento estremamente semplice: i bisogni della figura imprenditoriale dell’Ottico oggi. Non domani, non ieri. Proprio oggi. Abbiamo ascoltato chi lavora giornalmente in questo mercato e cercato di captare le esigenze, espresse o meno, per restituire all’Ottico una visione chiara di quali competenze servano per essere un Centro che si contraddistingue in modo professionale e, soprattutto, consapevole.
“Consapevolezza” è un termine che ricorre spesso nelle sue parole. Perché è così determinante?
Consapevolezza è diventata la nostra parola d’ordine. Abbiamo captato che molti ottici oggi non si pongono le quattro domande base per costruire la propria Vision: Quale negozio vogliamo essere? Perché i clienti vengono da noi? Come vorremmo che si sentissero uscendo dal Centro? Cosa non è accettabile che accada nel nostro negozio? Il nostro percorso parte dai valori dell’ottico come imprenditore per tradurli in comportamenti e, infine, in standard misurabili e monitorabili nel tempo.
Nel settore dell’ottica si parla spesso di crisi o difficoltà. Qual è la sua lettura del momento attuale?
In questo settore il cambiamento non è più una possibilità, ma una condizione strutturale. I Centri Ottici affrontano nuove dinamiche competitive, clienti più informati e margini sotto pressione. In un contesto simile, l’ottico non è più solo un professionista della visione, ma un vero manager d’impresa. Prendere consapevolezza di questa realtà non deve spaventare, anzi deve stimolare l’imprenditore: con le giuste nozioni, infatti, può plasmare i propri obiettivi con una strategia chiara, concreta e monitorabile ogni giorno con pochi e corretti KPI’s.
Parlando di numeri e risultati concreti, cosa emerge dall’analisi dei dati del settore?
I numeri parlano chiaro. Abbiamo analizzato dati e criticità reali: i Centri Ottici che lavorano su organizzazione, controllo di gestione e strategia registrano una crescita media del fatturato superiore del 15–25% rispetto a chi opera senza pianificazione. Ancora più interessante è il dato sulla marginalità: l’introduzione di processi chiari e servizi strutturati può aumentare il margine operativo anche di 8–10 punti percentuali.
Visione e Obiettivi: spesso vengono confusi. Qual è la distinzione fondamentale che insegnate nel corso?
È una distinzione vitale. Gli obiettivi sono fatti di numeri, conversioni e scontrino medio. La Visione è invece la risposta alla domanda: “Che Centro Ottico vogliamo essere?”. La coerenza con cui la Visione passa attraverso ogni aspetto della gestione — dalla forza vendita, all’offerta, dalla qualità del servizio, alla rotazione di magazzino, fino alla comunicazione — è ciò che restituisce il risultato desiderato, ovvero il raggiungimento degli obiettivi.




