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Lenti progressive e anisometropia: guida pratica per ottici e optometristi

Magazine
1 Dicembre 2025

L’anisometropia in soggetti presbiti è una condizione particolare capace di compromettere in modo significativo l’adattamento alle lenti progressive. Le differenze refrattive tra gli occhi possono generare aniseiconia, alterazioni dell’equilibrio binoculare e importanti difficoltà visive, rendendo complesso l’utilizzo di lenti tecniche come le progressive. In casi come questo l’intervento di un professionista adeguatamente formato fa davvero la differenza.

Esame optometrico mirato per anisometropia

Quando un anisometrope chiede se può portare le lenti progressive, la risposta non può essere immediata: dipende dalla reale differenza tra i due occhi, come il suo sistema visivo compensa la disparità e se la correzione con lenti progressive può essere realmente sostenuta.
Per questo motivo l’esame optometrico, nei soggetti presbiti anisometropi, non può essere “standard”: deve diventare una vera valutazione di idoneità:

1. Inquadramento visivo dell’anisometrope presbite

Il primo passo consiste nel comprendere come l’anisometropia interferisce con l’immagine percepita dai due occhi.
Si analizzano:

  • eventuali differenze di ingrandimento (aniseiconia)
  • variazioni del comportamento binoculare
  • effetti disturbanti già presenti con le lenti in uso

Questa fase permette di capire se il sistema visivo è già in equilibrio o se è “al limite” delle proprie risorse.

2. Misurazioni refrattive con tecniche mirate

Nel presbite anisometrope alcune tecniche refrattive tradizionali non sono sufficienti.
Si utilizzano quindi metodiche specifiche, come:

  • refrazione binoculare bilanciata
  • metodo vettografico e sospensione foveale e sue varianti, studiando tolleranza e compensazioni

L’obiettivo non è solo ottenere una buona acuità visiva, ma verificare se la correzione più precisa è accettabile per entrambi gli occhi senza introdurre disparità funzionali.

3. Rilevazione dei parametri tecnici individuali

Poiché l’anisometrope è sensibile a minime differenze, la raccolta dei dati deve essere rigorosa:

  • centrature monoculari
  • altezze pupillari
  • distanza apice–cornea
  • angolo pantoscopico e avvolgenza
  • geometria della montatura

La precisione in questa fase è cruciale per prevedere l’impatto ottico della futura correzione.

Questi elementi permettono di scegliere la lente progressiva più adatta e ridurre i problemi di adattamento del portatore.

Selezione della lente e gestione pratica

La scelta della lente progressiva nel presbite anisometrope deve seguire un percorso coerente con i risultati dell’esame optometrico e con quanto emerso nella Prova di Adattabilità. L’obiettivo è individuare, caso per caso, se la progressiva è una scelta sostenibile e quale geometria risulti più adatta.

  • Design della lente: la scelta del design della lente progressiva deve riflettere quanto emerso dall’esame optometrico e dalla Prova di Adattabilità. Le geometrie con distribuzione ottica più controllata nelle aree centrali e intermedie risultano spesso più coerenti con le esigenze del presbite anisometrope.
  • Personalizzazione: le lenti progressive personalizzate — basate su parametri individuali della montatura e della postura visiva — consentono di ottimizzare la resa della lente rispetto ai dati misurati (centratura, altezze pupillari, distanza apice-cornea, inclinazioni). Questa fase applica concretamente le indicazioni emerse nella valutazione optometrica e nella “Prova di Adattabilità”.
  • Montaggio e centratura: la precisione nel montaggio è essenziale per ridurre il rischio di effetti ottici indesiderati. Le centrature monoculari e i parametri di montatura rilevati nell’esame optometrico costituiscono la base tecnica per limitare eventuali squilibri e migliorare la stabilità visiva del portatore anisometrope.
  • Gestione del cliente: la scelta finale della progressiva viene condivisa con il cliente sulla base dei risultati della valutazione e della prova preliminare. Una comunicazione chiara sulle aspettative realistiche e sul percorso di adattamento favorisce un utilizzo consapevole della lente e riduce la probabilità di abbandono.

Un approccio strutturato, che collega valutazione optometrica, scelta del design, personalizzazione e montaggio, permette di individuare con consapevolezza i casi realmente idonei alle lenti progressive e di guidare l’anisometrope verso un adattamento visivo stabile e soddisfacente.

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Docente autore

  • Alberto Bernardoni

    Contattologia e Ambulatorio Optometrico
    Docente – Collaboratore SIOO dal 2020

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