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19 Luglio 2023

L’arrossamento di un occhio o di entrambi è un’evenienza piuttosto frequente nella vita delle persone. È altresì frequente l’associazione con altri sintomi e segni tra i quali bruciore, lacrimazione ed alterazioni visive.

I soggetti che presentano questi problemi si rivolgono sia al farmacista, che al medico di base o all’oculista, che anche all’ottico-optometrista, al fine di avere una diagnosi ed un’eventuale terapia.

Le cause più frequenti di occhio rosso sono le seguenti:

  • emorragia congiuntivale
  • congiuntivite e cheratite
  • occhio secco
  • difetti di vista non corretti

Emorragia congiuntivale

Consiste in una chiazza rosso vivo più o meno estesa, per la rottura di un capillare della congiuntiva, cioè della membrana che riveste parte della superficie esterna dell’occhio e della superficie interna delle palpebre. Si verifica per lo più spontaneamente o in seguito a starnuti, tosse, sforzi fisici intensi e lievi traumi. Non necessita di terapia e scompare al massimo in due settimane.

Congiuntivite

Significa infiammazione della congiuntiva ed è piuttosto frequente a qualsiasi età. È caratterizzata, oltre che da arrossamento, da uno o più dei seguenti sintomi e segni: bruciore, prurito, sensazione di corpo estraneo, aumento della lacrimazione, secrezione a volte appiccicosa e gonfiore palpebrale.

Può colpire un occhio o entrambi ed essere acuta, con esordio improvviso e durata di pochi giorni, oppure cronica, con esordio graduale e durata anche di mesi.

La forma acuta è frequentemente causata da infezioni batteriche, virali o anche fungine e parassitarie soprattutto nei portatori di lenti a contatto. Può essere, inoltre, provocata anche da allergie, per esempio a polvere, peli di animali o altre sostanze con cui si viene in contatto, o da reazione a molte sostanze irritanti, per lo più di natura chimica, per esempio detergenti e cosmetici.

La sua forma cronica ha di solito una causa allergica, per prolungata esposizione ad agenti allergizzanti. In molti altri casi è invece provocata da una reazione infiammatoria a sostanze irritanti, le stesse elencate di sopra. Esiste anche la possibilità di cronicizzazione o di recidiva di una forma acuta. 

Il trattamento deve essere specifico a seconda del tipo di congiuntivite. Esso comprende l’igiene di occhi e palpebre, con acqua tiepida ed eventualmente anche con salviette e detergenti. Da ricordare l’importanza, nelle forme infettive, di precauzioni anti contagio da contatto (lavarsi spesso le mani, non toccarsi gli occhi con le mani, non toccare altre persone con mani contaminate da lacrime e secrezioni oculari, usare asciugamani e cuscini personali) per una settimana. Nei portatori di lenti a contatto, è assolutamente indicato evitarne l’uso dall’esordio della congiuntivite fino alla sua guarigione. Le medicine, da usare per circa una settimana nelle forme acute e più a lungo, a seconda del quadro clinico, nelle forme croniche, comprendono colliri antibiotici, antivirali, antifungini o antiparassitari per le congiuntiviti infettive, colliri antistaminici o cortisonici nelle forme allergiche ed irritative. In alcuni casi possono essere usate anche pomate oftalmiche con gli stessi principi attivi ed altresì lacrime artificiali.

Cheratite

È definita come un’infiammazione della cornea, la membrana fibrosa che costituisce parte della superficie anteriore dell’occhio e contribuisce alla funzione visiva, permettendo il passaggio dei raggi luminosi dall’ambiente esterno all’interno dell’occhio. 

Rispetto alla congiuntivite, l’arrossamento e le altre manifestazioni cliniche, in particolare lacrimazione e secrezione, sono più marcati ed il paziente riferisce dolore e disturbi visivi, dall’appannamento fino ad un calo visivo anche grave. Colpisce in genere un occhio, ma può anche essere bilaterale. 

Sebbene esistano forme non infettive, la maggioranza delle cheratiti riconosce una causa infettiva. Le forme infettive sono provocate da germi anche molto pericolosi, soprattutto in seguito ad abrasioni corneali e nel caso di lesioni corneali in portatori di lenti a contatto. In quest’ultimo caso i fattori di rischio sono la scarsa igiene nel maneggiare le lenti e la contaminazione dei liquidi di lavaggio e conservazione.

La terapia deve essere tempestiva e mirata, al fine di guarire la cornea evitando danni visivi ed anatomici irreversibili. I farmaci sono simili a quelli usati nelle congiuntiviti infettive, ma spesso devono essere usati più a lungo, anche per settimane o mesi, e nei casi più gravi è frequentemente necessaria una terapia anche per via orale o endovenosa.

Un paziente affetto da cheratite deve utilizzare le stesse precauzioni anti contagio da contatto esposte nella sezione sulle congiuntiviti e sicuramente deve astenersi dall’uso delle lenti a contatto fino alla completa guarigione clinicamente accertata.

Occhio secco

La sensazione di secchezza oculare, accompagnata da occhio rosso, sintomi irritativi come bruciore e senso di corpo estraneo, lacrimazione riflessa e transitori disturbi visivi è molto frequente nella popolazione generale.

L’effettiva presenza di occhio secco, patologia quasi invariabilmente bilaterale e cronica, viene accertata con test clinici semplici ma accurati, volti a determinare la causa e la gravità della condizione.

A seconda della causa, si individuano due tipi di occhio secco, da ridotta secrezione lacrimale (ipolacrimia) e da aumentata evaporazione lacrimale (dislacrimia). Ci sono poi casi in cui entrambe le cause coesistono.

L’ipolacrimia si riscontra soprattutto negli anziani e dopo la menopausa, ma può essere anche un effetto collaterale di farmaci quali alcuni antipertensivi e psicofarmaci.

La dislacrimia è provocata invece soprattutto da fattori ambientali, tra i quali l’aria condizionata, l’uso eccessivo di computer, tablet e telefonino. Anche problemi riguardanti le lenti a contatto, segnatamente il porto troppo prolungato e/o inadeguato, e la terapia cronica con alcuni colliri, in particolare quelli ipotonizzanti per curare il glaucoma, sono fattori che facilitano l’insorgenza di questa patologia.

Il trattamento dell’occhio secco non può prescindere dalla gestione delle cause, in modo da eliminare o attenuare l’impatto dei fattori causali. Per alleviare la sintomatologia si utilizza poi una terapia in genere cronica con lacrime artificiali almeno due-tre volte al giorno o più frequentemente nelle forme più gravi, e talora può essere efficace una breve cura con colliri cortisonici.

Difetti di vista non corretti

La presenza di difetti di vista causa disturbi non solo visivi, ma spesso anche irritativi, soprattutto arrossamento degli occhi e fastidio. 

Questi difetti comprendono la miopia, l’ipermetropia, l’astigmatismo e la presbiopia. Se non adeguatamente corretti con lenti (occhiali o lenti a contatto) possono causare i predetti disturbi. 

Sinteticamente, la miopia impedisce di vedere nitido da lontano, l’ipermetropia dà inizialmente una visione sfocata e l’astigmatismo non fa vedere distintamente né da lontano né da vicino se di entità medio elevato. La presbiopia è la fisiologica perdita della capacità di mettere a fuoco da vicino dopo i 40-45 anni.

L’occhio rosso è dovuto allo sforzo attuato dal soggetto per vedere meglio possibile. In particolare, è molto frequente vedere persone miopi strizzare le palpebre per mettere a fuoco e persone astigmatiche ed ipermetropi sfregarsi gli occhi, sempre nel tentativo di focalizzare quello che vogliono osservare. I presbiti sono soliti sia allontanare gli oggetti da vedere che sforzarsi di metterli a fuoco.

Una correzione ottica appropriata, sia essa con occhiali o lenti a contatto, permette di eliminare i disturbi visivi legati ai predetti difetti di vista e insieme di prevenire o eliminare i disturbi non visivi associati, compreso l’arrossamento oculare.

In conclusione, l’occhio rosso è una situazione molto frequente e con tante possibili cause e relative opzioni di trattamento.

La collaborazione tra oculisti, ottici, optometristi, medici di varie specialità e farmacisti è cruciale per diagnosticare, gestire e curare questa condizione in modo individualizzato in ogni soggetto, al fine di ottimizzare i risultati clinici.

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Docente autore

  • Barbara Giambene

    Anatomia Oculare, Fisiopatologia Oculare, Farmacologia Oculare
    Docente – Collaboratrice SIOO dal 2022

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